Vitulazio

 

       
 

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Vitulazio

 

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Facciata S. Maria dell'Agnena
Il paesaggio di Vitulazio, situato ai piedi delle colline del  Monte Maggiore, è immerso in una  verde e fertile campagna; si pensi che la vista aerea della zona offre, ancora oggi, in più punti, la conformazione del terreno campestre diviso in centurie romane. La campagna vitulatina è attraversata dal torrente Agnena che si estende per parecchi chilometri fino ad immettersi  nel Tirreno presso la foce omonima.
ECONOMIA
L’economia del paese, un tempo preminentemente agricola, si presenta oggi alquanto differenziata.Infatti si registra una vasta rete commerciale, artigianale e  numerosi insediamenti industriali,localizzati soprattutto lungo la Via Appia,punto strategico per la vicinanza all’autostrada.
L’agricoltura si basa sopratutto  nella coltivazione del tabacco,nella produzione di vari tipi di frutta e verdura. La campagna vitulatina, inoltre, è ricca di oliveti e vigneti e fu terra di produzione del Faustiano vino coevo al più rinomato Falerno (nel triangolo dell’Antica Capua) e si suppone che fosse un greco a base di pie’ di rosso. In conclusione, la vocazione del territorio di Vitulazio può essere considerata  fortemente agricola.Se adeguatamente valorizzati, i nostri prodotti risultano essere valori della tradizione conservati nel tempo.
STORIA

Originariamente,il paese sorge come “vicus” romano,cioè come unità minima insediativa,non murata,con carattere di esclusivo servizio agricolo. Ne fanno fede alcuni reperti di età romana rinvenuti sul suo territorio (vasellame,anfore,oggetti di terracotta ed altro),ascrivibili probabilmente ad un singolare artigiano denominato ”pittore di Vitulazio”attivo alla fine del III secolo d.C.
 Si tratta di un poverissimo ceramografo sulla cui opera primeggia sempre lo stesso tema e cioe’ un grande volto femminile di profilo,tracciato con abbreviata sommarietà e campeggiante su un fondo a squame con un chiaro riferimento a motivi vegetali. Da recenti studi,però,è emerso che il pittore di Vitulazio,in realtà, non sia indigeno ma provenga da terra sidicina e che i reperti rinvenuti qui a Vitulazio siano stati importati. L’originaria configurazione di “vicus” è forse presente nello stesso nome del paese che,fin dalle prime fonti,viene chiamato Vitulaccius.Il centro del paese si è sviluppato lungo un antico asse viario che collegava Teano e Cales al passo di Triflisco,in posizione pedemontana rispetto ai rilievi di Monte Maggiore,sia per non togliere prezioso terreno all’agricoltura,sia per proteggersi dai venti.Lo sviluppo successivo si è posto in direzione di Capua,lungo la via Ruggiero,in posizione perpendicolare rispetto all’asse stradale lungo il quale il paese si era originariamente formato. La vicina Capua annovera Vitulazio,già alla fine del X secolo,tra i suoi casali,traduzione medioevale del “vicus” romano. E di Capua Vitulazio seguì le sorti e la vita amministrativa finchè con legge n°132 dell’8 Agosto 1806, emanata  da Giuseppe Napoleone (fratello di Napoleone Bonaparte),divenne completamente autonoma.In tutti questi secoli il paese ha continuato a chiamarsi “Vitulaccio”. Solo con il Regio Decreto del 3 Dicembre 1882,a firma del re Umberto I, ha assunto,a far data dal 1° Giugno 1883,l’attuale denominazione Vitulazio. Durante il periodo fascista il Comune di Vitulazio si fuse con quello di Bellona,dando vita alla municipalità di Villa Volturno.

Effige S.Maria dell'Agnena
 
 
 
Dipinto Gaetano Gigante
       
Pizza Figliata
PRODOTTI TIPICI
Pizza figliata
Sicuramente uno dei prodotti tipici piu importanti di Vitulazio è la ‘pizza figliata’  (che continua ad essere preparata nel periodo di Natale). La “Pizza Figliata” è un dolce  povero i cui ingredienti  di base sono semplici e di facile reperibilità,come la farina di grano,le uova,le noci , il  miele e la buccia di limone grattugiata. Non è ancora possibile datare esattamente la nascita della “Pizza Figliata”, anche se si parla già di questo dolce sin dai primi anni del XIX secolo.
Si ha notizia, comunque, di dolci con ingredienti simili sin dal periodo Romano anche se pare che solo più tardi, grazie all’ influenza Araba, si sia giunto a ricette che includessero gli stessi ingredienti con sapori più vicini all’attuale “Pizza Figliata”.
Questo dolce si produce solo a livello casalingo (non esiste una produzione industriale) nei comuni di:Vitulazio,Bellona, Camigliano,Giano Vetusto,Pastorano e Pignataro Maggiore, che costituiscono oggi quel territorio appartenuto all’antica Capua nell’odierna ‘Terra di Lavoro’ in provincia di Caserta. Nel recente passato del nostro territorio primeggiava la coltura intensiva del grano ed i pochi filari di vite erano divisi spesso da piante di noci,ai cui  frutti , aggiungendo il miele, si otteneva la materia prima per realizzare la nostrana “Pizza Figliata”.
Il dolce ,di notevole contenuto calorico, contribuiva a fornire una buona dose di energia al lavoro manuale che si svolgeva prevalentemente nei campi ed inoltre aumentava il senso di sazietà anche a conclusione  di pasti poveri e scarni. Nel corso del tempo ogni comune ha apportato le proprie varianti alla ricetta base con l’aggiunta di altra frutta secca,di canditi,altri aromi e persino,ultimamente, l’aggiunta del cacao.
Ricetta pane cotto
Ingredienti per 2 persone: 5 cucchiai di olio extravergine d’oliva, ½ aglio, 125 g di pane casereccio, peperoncino in polvere.
Preparazione:
fate soffriggere mezzo spicchio d’ aglio e 1 cucchiaino raso di peperoncino nell’olio caldo, poi aggiungere ¼ litro d’ acqua; portate a ebollizione e fate bollire per 2 minuti. Aggiungete il pane tagliato a cubetti e lasciate cuocere. Per rendere più gustoso il piatto potete aggiungere  i fagioli o i broccoli.
Ricetta zeppola fritta  (i zippul’)
Si tratta di una ciambella di impasto di farina ed acqua, fritta in strutto o olio, e spolverata di zucchero. L’ impasto è molto semplice, viene preparato unendo la farina setacciata ad una soluzione di acqua calda  e sale lavorati fino ad ottenere un impasto morbido e liscio. L’ impasto viene,poi,ad assumere la forma di una ciambellina di circa 20 cm di circonferenza, leggermente allungate. Le ciambelle sono fritte in olio caldo ma non fumante, asciugate e spolverate di zucchero e cannella.
Ricetta friscariegl’
In una padella far soffriggere olio e aglio, aggiungere l’ acqua, portare ad ebollizione e salare. Nel frattempo preparare della farina in un piatto inumidendola con qualche goccia d’ acqua, non importa se calda o fredda.
Sfregare la farina umida per formare piccoli granelli tipo polenta e versarli a piccoli pugni nell’ acqua quando questa bolle. Continuare a mescolare fino a quando il composto diventa più denso. Impiattare, condire con olio e consumare quando i friscariegl’ sono ancora ben caldi. Il piatto è ancora più gustoso se assaporato con del sugo.
Ricetta pagnucchiegl’
In una pentola far bollire dell’ acqua e versare a grandi quantità la farina di granturco  aggiungere dell’ olio. Preparate una teglia imburrata, versate il composto e infornate (100°Ċ). In tempi passati, quando si utilizzava il forno a legna , per la cottura dei pagnucchiegl’ la teglia era sostituita da foglie di fico
 
COME ARRIVARE A VITULAZIO:
Da Caserta ss Sannitica-prosegure per loc.Triflisco(comune di Bellona)-Bellona-Vitulazio

da Napoli e/o autostrada Napoli-Roma uscita Capua, proseguire per Pastorano per km 2 e alla prima rotonda svoltare a destra  direzione Vitulazio (Km totali da uscita autostradale al centro km6,7)

 
 
HOTEL, AGRITURISMO, BED & BREAKFAST A VITULAZIO
       
Si ringrazia per la gentile collaborazione i volontari della proloco Vitulazio: www.prolocovitulatina.it
 

 

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