Vairano Patenora

 

       
 

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Vairano Patenora

 

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Vairano Patenora (145 m. s.l.m.), comune dell'Alto Casertano, comprende le frazioni di Marzanello e Vairano Scalo abitanti 6235. Il territorio comunale si estende nell'ampia e ubertosa pianura di Patenara, formata dal fiume Volturno, tra il gruppo vulcanico del Roccamonfina e il massiccio del Matese. Dalla fertile pianura emergono i due rilievi montuosi del Catreola (587 m.) e di Montauro o S. Angelo (465 m.), dove domina la tipica macchia mediterranea, mentre uccelli migratori sostano tra i canneti del laghetto di Vairano, di origine vulcanica e quelli del fiume Volturno. Il territorio di Vairano si estende per circa 4366 Ha. Dai 100 m e fino ai 500 m si estende la zona boschiva che è in buona parte demaniale, circa 1330 Ha di territorio, essa si estende tra i Comuni di Vairano Patenora e Pietravairano, ed è sottoposta a vincolo idrogeologico.Il bosco è formato prevalentemente di quercine, altre essenze sono: l’orniello, il carpino bianco, l’acacia, il nocciolo, l’olmo, il castagno e il pregiato acero. Su un suolo privato esistono esemplari di quercia da sughero. Il sottobosco è costituito da tipica macchia mediterranea, con prevalenza , ginestra,  alloro. Nelle zone più umide ed ombrose si notano felci e funghi (soprattutto chiodini, porcini e gallinacci). Periodicamente i boschi vengono utilizzati dai comuni limitrofi per pascolo e uso legnatico. L’avifauna della zona è particolarmente ricca: merli, fringuelli, cardellini, pettirossi, gazze, ghiandaie, cornacchie e verdoni. La boscaglia crea un habitat favorevole per i cinghiali; sono stati recentemente liberati sul territorio di Pietravairano degli esemplari di daino che sono poi stati avvistati su Monte Caievola.

Antiche tradizioni, riti e feste legati ad attività come la mietitura, la raccolta del granoturco o la vendemmia, fatiche rallegrate da canti e balli, hanno accompagnato per secoli lo svolgimento della vita quotidiana. Questo patrimonio culturale, che ha un ruolo essenziale nella definizione dell’identità e della cultura del nostro paese, è stato a lungo accantonato a partire dal secondo dopoguerra, quando il processo di industrializzazione ha reso le attività agricole, e la cultura ad esse legata, oggetto di una svalutazione e di un silenzio di lunga durata. Solo negli ultimi anni questa tendenza si è invertita e le iniziative volte al recupero della tradizione agricola si sono moltiplicate. In particolar modo la Pro Loco e le scuole dimostrano di essere consapevoli dell’importanza della divulgazione di questo patrimonio presso le generazioni più giovani che non possono avere conoscenza diretta di una realtà che era comune fino a pochi decenni fa.

       
DA VISITARE
BORGO E FORTEZZA MEDIOEVALE
L'esistenza del Castrum Vairani è documentata dall'epoca del sovrano normanno Guglielmo II (circa 1188), ma si suppone esistente già nei secoli IX e X. Nel 1193 il castello, difeso da Ruggero di Chieti, seppe resistere e scoraggiare definitivamente le offensive  dell'esercito combinato di Enrico VI e di Roffredo dell'Isola (Vairanum acriter impugnans in nullo profecit). Nel 1437 Vairano fu saccheggiato dall'esercito del Patriarca Vitellesco mandato dal papa Eugenio VI. Nel 1461 i casali e il castello conobbero la furia distruttrice dell'esercito di Marino Marzano che lasciò Vairano, secondo le cronache dell'epoca, “depopulata et dehabitata”. Tra il 1491 e il 1503 il Castello fu completamente ristrutturato ad opera del feudatario Innico II d'Avalos. La fortezza è composta da 4 torri, di cui la più massiccia è detta torre “mastra”. L'interno  è ormai completamente diruto, però ancora sono visibili la suddivisione dei piani, le cucine, le carceri e l'antica cisterna. Il borgo è circondato da mura intervallate da 14 torri. Tre porte consentono l'accesso al borgo: Porta Oliva, Porta di Mezzo o Mezzogiorno e Porta Castello o  S. Andrea. All'interno è  visitabile  l'antica chiesa di S. Tommaso Apostolo (XIV sec.), mentre appena fuori delle mura, da poco restaurata, è ubicata  la chiesa  di S. Maria di Loreto (XVI sec.).
   
CHIESA DI S.BARTOLOMEO APOSTOLO
La Collegiata di S. Bartolomeo  si trova tra la Vairano antica e la nuova Vairano.  La sua costruzione cominciò il 10 ottobre del 1779 e fu   ultimata  verso la fine del 1823. La nuova Chiesa sostituì l’antica Collegiata e fu trasferito in essa tutto ciò che vi era in quell’antica, a cominciare dallo stemma in pietra dei Baroni d’Avalos, che Innico II d’Avalos aveva fatto mettere sul frontespizio della Collegiata antica. Tale stemma fu collocato sul pinnacolo della Collegiata nuova nel 1824 e vi rimase fino al 1906, quando il Parroco Don Domenico Zaccaria fece costruire la nuova facciata. Lo stemma fu conservato  fino al 1940 ed ora è irreperibile.
   
CONVENTO DI S.AGOSTINO

Il monastero di S. Agostino fu fondato probabilmente tra il 1305 e il 1328 quando  Bartolomeo de Capua fece incidere sulla porta il proprio stemma. Il convento di S. Agostino aveva una chiesa e un chiostro  decorato  con episodi  della vita e dei miracoli del Santo. Nella struttura vivevano 6 monaci e 4 sacerdoti le cui celle si trovavano al piano superiore. Nella chiesa c’erano diverse cappelle tra cui quella della Confraternita del Santo Rosario.  

Oggi si può ammirare un affresco che raffigura la Beata Vergine con il Bambino che dorme, databile al secolo XVIII e l’affresco che raffigura lo stemma di Vairano in una delle celle superiori. L’archivio del convento venne distrutto dai Francesi nel 1806. Nello stesso anno l’istituzione fu soppressa.

FIUME VOLTURNO
Il fiume Volturno, che attraversa il territorio di Vairano Patenora, nasce alle falde del monte Azzone o Rocchetta nelle Mainarde. E’ il più importante fiume dell’Italia meridionale. È lungo circa 175 km, attraversa la regione del Molise e della Campania e sfocia nel mar Tirreno.  Il fiume  ha una grande importanza storica. L’imperatore Augusto fece costruire un acquedotto che trasportava l’acqua delle sorgenti fino alla città di Venafro. Tracce di  tale acquedotto sono ancora visibili nel territorio di Rocchetta al Volturno e di Colli al Volturno. Secondo altri studiosi l’origine del nome Volturno  deriverebbe della lingua etrusca in quanto questo  popolo, prima dei romani, si spinse nella pianura del  basso Volturno. Nel museo Campano di Capua è conservata una testa di pietra  inghirlandata di canne fluviali a testimonianza dell’esistenza del culto di questa antica divinità italica
LAGO DI VAIRANO
Il lago di Vairano si trova a nord del territorio di Vairano Patenora, vicino al confine con il comune di Presenzano. La sua origine è probabilmente vulcanica,  ha per emissario un canale che sfocia nel fiume Volturno. Tutt’intorno c’è una folta vegetazione palustre (salici, pioppi, canne  ninfee), e alcuni uccelli palustri ( l’airone cinerino e le anatre selvatiche). Il lago veniva usato dalla popolazione di Vairano per la lavorazione della canapa.
     

 

Altri momunenti da visitare:
Badia della Ferrara-Marzanello-Taverna Catena- Ponte delle Frattelle
     
HOTEL VICINO VAIRANO PATENORA  
       
Si ringrazia per la gentile collaborazione i volontari della proloco Vairano Patenora: www.prolocovairanopatenora.it 
       

 

 

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